tutto doveva essere perfetto, perché per l'uomo senza collo, non esisteva niente che più del difetto meritasse la morte.
20070927
20070830
archifield 2.0
tre elettroencefalogrammi si confrontano sull'esistenza di una coperta fantasma e su tre rintocchi palmati, uditi senza far rumore. voci di corridoi parlanti, ma sempre sprovvisti di occhi, dicono il sesso è stato il motivo principale, ma c'è chi opta per un intervento divino o di vino.
primo intermezzo
la luna mi illumina i capelli, e la loro ombra mi copre la chiave. non riesco ad entrare.
20070828
lei mi ucciderà, ma non morirò per lei
ormai aveva perso il conto. non ricordava più in quanti sogni, in quante notti gli era apparsa. lei. non ricordava più nemmeno le situazioni di incontro, gli ambienti. forse la prima volta era stata in una strada, con tante piccole case, in salita? oppure in un non-luogo all'alba del tramonto o nel tramontare dell'alba (situazione, questa, poco chiara ma inevitabile)? non ricorda. ma non dimentica, non può dimenticare, il messaggio che ella portava di volta in volta. un messaggio di morte. messaggio mai esplicitato, ma sempre chiarissimo nell'immaginario (o nell'immaginare?) del suo sogno. ogni volta che il suo, di lui, sguardo incrociava i suoi, di lei, occhi, attraenti, accattivanti, terribilmente belli, nella sua, di lui, mente lei gli diceva: "io ti ucciderò. io ti ucciderò. io ti ucciderò."
20070727
archifield 0.1
descrizione:
due migranti si confrontano su quale destino attende le popolazioni che andranno ad invadere a breve. non sanno ancora che due fogli di giornale e un carattere di piombo li attendono per batterli e ferirli a suon di soffioni. il finale, più che avvincente, è un capolavoro di regia e customizzazione del reato di saccenza. che altro aggiungere? buona visione e vissero felici e contenti e (perché una e in più non fa male)
due migranti si confrontano su quale destino attende le popolazioni che andranno ad invadere a breve. non sanno ancora che due fogli di giornale e un carattere di piombo li attendono per batterli e ferirli a suon di soffioni. il finale, più che avvincente, è un capolavoro di regia e customizzazione del reato di saccenza. che altro aggiungere? buona visione e vissero felici e contenti e (perché una e in più non fa male)
20070724
20070723
odio le maiuscole
io odio le maiuscole, mi rendono estremamente nervoso e rabbioso. per lungo tempo ho cercato di capire le ragioni di questo mio odio, e finalmente sono arrivato ad una qualche conclusione: mi fanno rabbia perché si credono di essere migliori delle altre, sempre un po' più grandi e diverse nonostante rappresentino lo stesso carattere fonetico, e poi se ne stanno sempre lì davanti a tutti come a dire: "io vengo per prima e voi altre non contate un cazzo". io lettere così non posso che mandarle a quel paese, e saprei anche quale paese. per questi motivi questo blog bandisce da sé tutte le maiuscole.
20070722
definizioni: ipocrisia
ipocrisia: dal greco ipo- (=poco) e crisis (=cambiamento); caratteristica comune delle persone che hanno la cosiddetta "faccia di bronzo". sono persone poco comunicative e meschine, in grado di tradire persino le persone a loro più affezionate. il termine definisce bene la loro indole infatti questi individui non ammettono crisi, cioè cambiamenti: tutto deve rimanere uguale e senza storia, non deve, cioè influenzare il loro normale comportamento che è sempre uguale in qualsiasi situazione, sia che siano in presenza di sconosciuti, di amici o di persone con cui hanno un rapporto compromesso.
20070715
definizioni: burocrazia
burocrazia: termine composito, buro- dal francese "bureau" (ufficio), -crazia dal greco "cratos" (potere). indica la nuova classe dirigente che si impose con la rivoluzione francese del 14 luglio 1789 (ieri era l'anniversario); essa infatti (la nuova classe di potere) cominciò ad usare ogni cosa come ufficio, persino le palestre di pallacorda, provocando così la nascita dell'impiegato inetto, della scuola nozionistica e dei registri da compilare, delle stampanti a getto d'inchiostro, dei muri di false convenzzioni comportamentali e dei falsi rapporti di amicizia.
20070714
rabbia
la rabbia è uno stato di malanimo gratuito e fittizio: tutte le azioni compiute in tale stato d'animo sono prive di una giustificazione intrinseca, ma nonostante ciò hanno una straordinaria capacità di sconvolgere gli eventi della vita nostra e altrui e di modificare in maniera quasi irreversibile i rapporti con coloro che assieme a voi subiscono gli effeti dei vostri comportamenti.
come diceva una filosofa alchimista a me cara: "la vita è un processo irreversibile, non si può tornare indietro... sarebbe come formare il metano facendo reagire il prodotto della sua combustione" tangentoide capomastro (filosofa sec. MILCD)
come diceva una filosofa alchimista a me cara: "la vita è un processo irreversibile, non si può tornare indietro... sarebbe come formare il metano facendo reagire il prodotto della sua combustione" tangentoide capomastro (filosofa sec. MILCD)
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